Concetta Capotorti

Sublime leggerezza del Classico

L’Arte, che certamente ha sempre albergato nell’animo di Concetta, ha trovato una cifra stilistica compiuta nelle opere che ammiriamo in questa mostra e che vengono per la prima volta esposte al pubblico nelle sale dello Stadio di Domiziano a Roma.
La ricerca dell’artista si muove su un binario ben definito. Da una parte il “coraggio” nell’affrontare tematiche proprie di un “neo-classicismo” immerso nella nostra storia e nella sua storia, in una chiave fortemente ironica e dirompente. Dall’altra la curiosità verso la sperimentazione nella materia, momento fondamentale del suo lavoro, che la spinge da sempre ad adottare nuove soluzioni, spesso antitetiche rispetto alle convenzioni che ci hanno accompagnati fin da bambini. Sono infatti le leggere resine, l’alluminio, i colori sgargianti, le carte increspate a creare, in un gioco destabilizzante di contrasti e di antitesi, la purezza e l’unicità di forma e contenuto.

È la classicità il referente principale della Capotorti, indissolubile componente del nostro dna, elemento che anche la velocità degli scambi tecnologici a cui assistiamo non riesce a sradicare completamente. Ma è una classicità che guarda costantemente al futuro, che si rimodella secondo forme e colori nuovi, andando a tradurre in modo appropriato il sentire contemporaneo.
Si resta con questa esposizione spiazzati dalla mutazione repentina di un archetipo che da un mondo oramai scomparso torna a noi come in un viaggio nel tempo e ci proietta nel futuro con tutte le incertezze e le contraddizioni proprie della nostra epoca.

Emanuele Lamaro