Ciro Palumbo

The Strenght of Gods and Heroes

Quanto può essere Pop un Dio? Quanto un eroe? Ho conosciuto Palumbo qualche anno fa e l’ho osservato nel suo percorso fatto di immaginario, di immaginifico, di sogno che si fonde con la realtà e viceversa, di isole e balene, di tende da circo e ippopotami e ora di filosofi e imperatori che ostentano vessilli da supereroi. Quasi come se il tempo non avesse più tempo, come se storia e fantasia diventassero un tutt’uno. Ho visitato le sue mostre e studiato il suo mercato, notando come da sempre riesce ad imporsi e allo stesso tempo a soddisfare la sete dei collezionisti che amano possedere tutti i suoi soggetti, quasi come fosse una raccolta della Panini da completare ad ogni costo. Osservando Palumbo ho capito che con lui tutto è possibile. E’ con questi dati che oggi analizziamo l’andamento economico-culturale di un artista. La sua presenza sul mercato e nelle collezioni, determina e significa la sua capacità di “bucare” l’animo del pubblico. Nel percorso manageriale di questa mostra, oggi ho potuto esserne spettatore felice e le sue opere mi hanno strappato sorrisi nella più vera tradizione Pop in cui lo spettatore si riconosce e si sente al sicuro. Un artista ormai super riconosciuto a livello internazionale, è riuscito  ancora una volta a modificare la sua pittura, non dal punto di vista tecnico ma da quello rappresentativo, arricchendo di nuove frecce la faretra del collezionismo. Saranno in tanti a scegliere nuovamente Ciro Palumbo dopo questa mostra.

 

Lo Stadio di Domiziano, sito Patrimonio Unesco,  ancora una volta accoglie delle opere che, come piccoli diamanti su una donna meravigliosa, svolgono la funzione di abbellimento in un prezioso gioco di do ut des. The Strength of Gods and Heroes, mai titolo fu più appropriato perché è proprio la forza di una tela a confrontarsi con la potenza di un luogo nato qualche anno dopo Cristo, dove si misuravano in giochi e sport forti atleti per volere dell’imperatore Domiziano. La sempre meticolosa curatela di Angelo Crespi è servita a creare una mostra completa, fatta di tele e sculture che se pur lasciano affiorare la vena Pop di Ciro Palumbo, quasi mai emersa sinora, per nulla cancellano il suo Mito e il suo percorso artistico che si avvia oramai a festeggiare il quinto lustro. Un artista deve assolutamente essere riconoscibile. È una condizione imprescindibile e questo concetto porta inevitabilmente all’idea che nell’arte tutto possa essere definito secondo un’ideologia Pop e quindi popolare. Ecco che egli diventa icona, o quanto meno lo diventano le sue opere e il suo linguaggio comunicativo.

Amedeo Demitry

A cura di Angelo Crespi