Klessidra | Finalmente. Basilica Ulpia. Anastilosi.

Le belle notizie bisogna celebrarle, perché alla fine, a sentirle, danno gioia, mettono in moto le fantasie, i cervelli, le volontà le tecniche, le scienze, pure e applicate. Vengo e mi spiego!

È stata annunciata la ricostruzione di un colonnato della Basilica Ulpia, prospiciente la Colonna Traiana, e questa fa il paio con l’eliminazione dell’inutile Via Alessandrina, che tagliava in due l’ampia veduta dei mercati traianei, che ora risultano leggibili nella loro interezza e maestosità. Con questa geniale scelta, si porta avanti una visione archeologica moderna, spigliata, non più vista come elogio della rovina, della catastrofe barbarica, fatta di pietre ammassate alla rinfusa, ma come ordinata lettura della civiltà storica, a cui viene data una seconda vita, valorizzante e valorizzata, in una composizione che non sia quella del caso “romantico”, del guarda, emozionati e passa, bensì della conoscenza, dello studio, della comprensione.

Per sapere di più dalle pietre che sono rovinate nel tempo lontano e che possono tornare vive, vegete, in mezzo a noi, con filologia, con rigore, senza falsificazione, senza spettacolarizzazione alla Cecil Biount Demille; la grande storia, va rispettata, accudita, perché può essere una lezione fondamentale per la nostra attualità, perché può ribadire un confronto stilistico con la bellezza, con la proporzione, che è quanto di più, oggi, abbiamo di bisogno, per avere un passato che dia i numeri alla nostra voglia di futuro. Una lezione di estetica e una pedagogia, che serva alla vita e non ad un inutile “come eravamo”, come è il caso del complesso templare di Selinunte in Sicilia o della Colonna di Foca, accanto alla Curia del Foro.

Perché non si anastilotizza Selinunte, è un mistero piccolo piccolo e ridicolo, visto che il tutto è adagiato a terra e nel Salinas di Palermo, si conservano anche metope e triglifi, e cosa si aspetta a mettere una seria descrizione alla colonna smaragdea, in ricordo della visita di Focas, basileus costantinopolitano, che non faccia pensare ad un’incursione di foche monache in Roma…!? E mi viene in mente la Forma Urbis di Settimio Severo, che si mostrava in una imponente Aula, accanto alla Basilica di Massenzio… Che si aspetta a ricostituirla con i tanti bellissimi frammenti esistenti?!

Ma… intanto plaudiamo al grande Traiano…!

Klessidra | A cura di Francesco Gallo Mazzeo