Sinestesia | Vedere i suoni e sentire i colori

“Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita”
Vasilij Kandinskij

Che colore ha la musica?
Questa domanda può suonare insolita a molte persone, ma non ad una persona affetta da sinestesia.

Ma andiamo per gradi: la parola sinestesia significa “percepire insieme”, ed è una condizione neurofisiologica scoperta circa 150 anni fa.
Come funziona? Nelle persone affette da sinestesia, i sensi lavorano in una sinergia involontaria: un colore può far percepire un odore, un suono può far percepire un sapore e così via.Portando la mia esperienza personale, condita dalle varie testimonianze di persone sinestetiche raccolte su internet, posso affermare che ci sono diverse intensità con cui la sinestesia si presenta.

Ci sono persone che associano colori a numeri o lettere, oppure forme ai suoni, e così via. Cercando di descrivere al meglio la mia condizione, posso affermare di esserne affetta da una forma molto intensa: mi capita di arrivare a sentire i sapori dei paesaggi, oppure di vedere il colore delle persone.
Spesso, mi trovo a percepire più sensazioni in contemporanea: non si tratta solamente di vedere un profumo o di toccare un colore, ma anche di vedere, toccare e assaporare una sensazione, per esempio un suono, nello stesso momento.

La percezione creata dalla sinestesia è involontaria e risulta essere sempre la stessa, non cambia in base all’umore o alla condizione fisica: stanchezza, sonno o buono e cattivo umore non andranno mai ad influenzare la percezione del mondo, la sinestesia lavora letteralmente come un senso che funziona sempre nella stessa maniera, come la vista.
Una delle osservazioni di alcuni ricercatori riguarda il fatto che molti sinestetici sono coinvolti in qualche modo con la produzione creativa o artistica (Ward et al., 2008).

Prendiamo l’esempio del pittore russo Kandinskij: non sappiamo se fosse stato davvero sinestetico, ma sembra che i suoi lavori siano stati realizzati grazie alle sue capacità di vedere i colori della musica. Parliamo di Impression III (Concert), 1911, nato dopo la partecipazione dell’artista ad un concerto del compositore Arnold Schönberg. In questa occasione Kandinskij rimase talmente estasiato dall’energia e dall’armonia dei suoni che decise di trasmettere le sue impressioni su tela.
Sembra che molti altri artisti come Mozart, Stevie Wonder, Van Gogh e Marilyn Monroe assieme ad altri scrittori, poeti, compositori e così via fossero sinestetici, la lista è lunga ed essendo stata scoperta recentemente, non sappiamo in realtà quanti artisti lo fossero.

Si tratta di una condizione legata alla genetica e alla struttura cerebrale delle persone; tuttavia, diversi studi hanno dimostrato come questa possa essere parzialmente fatta sperimentare ad una persona tramite agenti esterni, ad esempio attraverso l’utilizzo di alcune droghe, specialmente allucinogene, inducendo una persona a vivere vere e proprie esperienze sinestetiche.

Non sapevo di essere sinestetica fino all’età di 26 anni, quando mi è stato comunicato, durante un test medico, che non tutti vivono il mondo attraverso la mia modalità. Da allora ho compreso il motivo di tanta sofferenza a scuola: vivendo così numerosi stimoli in contemporanea ho sempre trovato difficoltà a concentrarmi a causa del deficit dell’attenzione.

Come si può trasmettere al mondo ciò che una persona sinestetica percepisce?
Sfruttando i miei studi accademici e la mia esperienza in pittura, ho deciso di dedicare il mio percorso artistico a questa causa, che è diventata la mia professione.
Ho così iniziato a dipingere le sensazioni e le emozioni che provavo, come l’odore della terra durante un temporale:

“The Smell of a Rainy Afternoon”
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La sensazione di mettere i piedi nell’acqua del mare, durante un tramonto d’estate:

“Piedi nudi, Nel mare, Al tramonto”
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Oppure il significato di una delle famose “parole intraducibili”, in questo caso la parola russa “Toska”, che non ha un corrispettivo nella lingua italiana, e che significa “uno stato di grande sofferenza pirituale, che non scaturisce da alcuna causa precisa, una vaga inquietudine”:

“Toska”
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Una delle manifestazioni sicuramente più interessanti della sinestesia, e forse tra le più facili da spiegare, è quella di “vedere” la musica. Nel mio percorso artistico mi è capitato di dipingere diverse canzoni e componimenti musicali, rappresentando un concetto temporale tramite le due dimensioni della tela. Tra tutti, quello che mi ha richiesto più energie è stata l’opera di Beethoven, “Inno alla Gioia”. Il suono rosso e porpora degli archi va a sovrastare la delicata sfumatura di clarinetti e fagotti, mentre i cori esplodono di una luce bianca e oro.

“Ode to Joy”
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Riassumendo, possiamo dire che la sinestesia è:
Specifica e stabile nel tempo, poiché si manifesta sempre allo stesso modo, e le stesse sensazioni vengono sempre precipite con gli stessi stimoli.
Istantanea e involontaria, esattamente come gli altri sensi.
Accomuna spesso diversi artisti.

Meriem Delacroix
Artista Sinestetica