Arturo Schwarz | L’Arte perde un altro dei suoi pilastri

Lettera a Lucrezia De Domizio Baronessa Durini

Cara Lucrezia,
sono affranto dall’aver appreso della scomparsa del tuo caro amico Arturo.
So l’amicizia che ti lega a lui e ti sono vicino.
Ho avuto grazie a te l’onore di conoscerlo in occasione dell’assegnazione del premio Montale, qualche anno fa al Museo del Novecento.
Una gran persona, un pezzo di storia, un pioniere, una persona pulita. Qualità assai rara purtroppo nel nostro mondo.
È grazie a quelli come lui e come te se l’Arte può ancora essere ritenuta un “valore” a questo mondo.
Con grande affetto ti abbraccio.
Amedeo.

(Lettera aperta di Amedeo Demitry a LDD)
________________________________________________________________________________________________

Muore oggi Arturo Schwarz, storico dell’arte, curatore, collezionista e scopritore di talenti.
Se ne va un perno importante della storia dell’Arte internazionale.

Nato ad Alessandria d’Egitto il 3 febbraio 1924. Impegnato fin da giovanissimo nel campo della cultura e della politica con la sua libreria e la sua casa editrice (Progresso e cultura), è stato tra i fondatori della sezione egiziana della Quarta Internazionale trockista (1946).

Incarcerato e poi espulso (1949) dall’Egitto per la sua attività, si è trasferito a Milano, assumendo la cittadinanza italiana.

Ha donato parte della sua collezione di opere d’arte, soprattutto dadaiste e surrealiste, ai musei di Tel Aviv e di Gerusalemme e alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (1997).
Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa in filosofia dall’università di Tel Aviv (1996).
Alla sua formazione hanno contribuito le letture di B. Spinoza, K. Marx, S. Freud, di A. Breton e degli altri surrealisti.

I suoi interessi si sono incentrati nello studio della cabala, dell’alchimia, dell’arte preistorica e tribale, dell’arte e delle filosofie orientali; nell’intento di verificare i suoi percorsi d’indagine, ha compiuto diversi viaggi alla ricerca delle radici del pensiero alchemico.
L’incontro con Breton a Parigi (1949) e l’amicizia con M. Duchamp lo spinsero ad approfondire gli studi sul dadaismo e sul surrealismo, mentre cominciava a formare la sua collezione d’arte.

Dal 1952 al 1959 si è dedicato all’attività editoriale, pubblicando scritti e documenti di storia e cultura del Novecento e collane sul romanzo e sulla poesia contemporanea.
Dal 1954 nella sua libreria milanese, trasformata nel 1961 in galleria e rimasta attiva fino al 1975, ha presentato gli esponenti più significativi delle avanguardie storiche (in particolare dadaisti e surrealisti) e del secondo dopoguerra; all’arte italiana ha dedicato anche saggi critici, con lo pseudonimo di Tristan Sauvage: Pittura italiana del dopoguerra (1957); Arte nucleare (1962).

Nell’ambito dei suoi interessi sul dadaismo e sul surrealismo, ha promosso la riedizione in più esemplari di famosi ready-made – anche di alcuni perduti – di Duchamp e di Man Ray.

Ha curato importanti mostre: New York Dada. Duchamp, Man Ray, Picabia (1973-74, Monaco, Städtische Galerie im Lenbachhaus; 1974, Tubinga, Kunsthalle); El espíritu Dada 1915-1925 (1980, Caracas, Museo de Arte Contemporáneo); Man Ray, carte varie e variabili (1983-84, Milano, Padiglione d’arte contemporánea); I surrealisti (1989, Milano, Palazzo Reale; 1990, Francoforte, Schirn Kunsthalle); Dada, l’arte della negazione (1994, Roma, Palazzo delle esposizioni); e ha pubblicato numerosi scritti: Marcel Duchamp (1968); The complete works of Marcel Duchamp (1969; trad. it. La sposa messa a nudo in Marcel Duchamp, anche, 1974); André Breton, Trotski e l’anarchia (1974); Man Ray, il rigore dell’immaginazione (1977); L’avventura surrealista: amore e rivoluzione, anche (1997); Cabbalà e alchimia.

Biografia tratta da “Nel castello di Carta