Klessidra | Balla Casa Balla

Le grandi intuizioni sono strategiche, telluriche, tagliano in due le epoche, facendo scansione, scissione, di un prima e un dopo, istituendo un nuovo modo, inedito, di vedere, sentire, agire, toccare, annusare; rompendo tradizioni corpose e aprendo, così, varchi immensi, nel senso comune, nel linguaggio creativo, come nella psicologia, nella sociologia, nell’antropologia stessa, visto che ciò, che è pensiero e azione, diventa un vero habitat, per perimetro, per area, per orizzonti, per concezione, alta, del mondo.

Le intuizioni marinettiane e futuriste, sono state, sono, tutto questo e forse più, continuandosi nel nostro tempo accelerato, nello spazio contratto, che ci caratterizza sempre, maggiormente, in modo endemico, seminale, formale, di continua neomorfosi e non solo quelle di Marinetti, ma di tutto l’universo attorno a lui, Sant’Elia, Boccioni, Balla, Severini, Carrà e poi tanti altri, da Depero a Evola, a Dottori, a Balilla Pradella, in un elenco di italiani e stranieri, interminabile, diverso da Cubismo (monotematico) e da dadaismo (destruens), ponendosi come un leonardismo e un michelangiolismo dell’hic et nunc, che si proietta inesorabilmente, in un semper, che non è sclerosi, assolutamente, bensì fiore che sboccia, giardino che cresce, città che sale, con trombe e tamburi.

Così, l’apertura di Casa Balla, di Via Oslavia, in Roma, è un grande evento, da segnare negli annali dei grandi eventi, a merito del museo Maxxi, perché permette finalmente di entrare fisicamente e con piena coscienza, nella immaginaria e nella realizzativa autorale, di una ideografia di progetto artistico totale, che si evidenzia sempre, senza giorni di festa, da abbellire e giorni di tristezza, da sottolineare, con una barocchità del tutto tondo, che non lascia niente al magazzino e al sottotetto, facendo dello spettacolo un fattore esistenziale, uno spettacolo di vita, di tutta la vita.

Balla interpreta l’idea di una costruzione futurista che non si trasforma mai in accademia, in conformismo passatista, annullandosi, per dissoluzione, nella ripetizione, rimanendo sempre in vista di orizzonte, per fortuna, mai raggiungibile. In Maxxi, un gruppo di artisti, ispirati da Balla, dimostrano che, quando la vita è vita, non cessa di essere, laboratorio aperto, imprevedibile, di sperimentazione, di realizzazione e luce.

Klessidra | A cura di Francesco Gallo Mazzeo