Digital Mourning | La prima mostra italiana di Neïl Beloufa a Milano

Neïl Beloufa, nato a Parigi nel 1985, è un artista franco-algerino appartenente alla generazione dei millenials. Le sue opere, fortemente permeate da influenze digitali, alludono al mondo dei videogiochi, dei parchi di divertimento, degli anime. Uno scenario apparentemente familiare e rassicurante che sottende una riflessione sull’era contemporanea dove tutto, dalle scelte alimentari alle relazioni umane, è definibile attraverso un algoritmo e mercificabile.
Pirelli HangarBicocca ospita la sua prima grande mostra personale in Italia curata da Roberta Tenconi intitolata Digital Mourning, Lutto Digitale.

LE INSTALLAZIONI DI BELOUFA

L’esposizione ci guida all’interno dello shed attraverso installazioni immersive che sono frammenti di realtà, un universo di pop-up dove tutto è tangibile ma niente è assoluto. L’artista disorienta lo spettatore rappresentando la decentralizzazione che caratterizza il web: un mondo in cui non esistono le gerarchie, ma tutti possono contribuire a comporre un nodo della rete. In questo senso l’artista è un “editor” che assembla informazioni attingendo da ciò che già esiste, scomponendolo e ripresentandolo. Questa pluralità, destinata a moltiplicarsi esponenzialmente, trova espressione in particolare negli host (A, B, C), figure accattivanti contraddistinte da colori diversi e corredate da monitor che cercano di ammaliare lo sguardo presentando estratti della filmografia di Beloufa, dandoci l’illusione di scegliere quando sono loro a scegliere per noi, proprio come gli algoritmi. Queste menzognere sculture sono acquistabili come NFT e scambiabili sul web come criptovaluta.

Neïl Beloufa. Digital Mourning. Exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milano 2021. Courtesy l’artista & Pirelli HangarBicocca, Milano. Photo Agostino Osio
Neïl Beloufa. Digital Mourning. Exhibition view at Pirelli HangarBicocca, Milano 2021. Courtesy l’artista & Pirelli HangarBicocca, Milano. Photo Agostino Osio

ARTE E SOSTENIBILITÀ ECONOMICA

La poetica dell’artista è estremamente attuale e introduce anche il dibattuto tema della sostenibilità economica: attivo oltre che nell’ambito artistico anche in quello cinematografico, Beloufa realizza le sue opere con materiali di riciclo all’interno del suo studio, una fucina creativa e luogo di incontro per giovani artisti dove condividere competenze e sviluppare abilità.

 

 

 

Fonte: Artribune